Paolo-e-andrea

Adam Print guidava piano sulla Overseas Highway, tra Key Largo e Key West. Sul vecchio furgone rosso, tra la ruggine e la polvere, si riusciva ancora a intravedere una U e una C. Quello che rimaneva di un logo, forse la United Fruit Company. Superata Mangrove Marina all’altezza del bivio per Tavernier Creek, Adam frenò di colpo. Due tizi sul ciglio della statale facevano l’autostop con due enormi zaini. Adam fece segno che potevano sistemarsi nel cassone, se ci riuscivano, tra le casse di Miller e la trebbiatrice rotta. Tra i sobbalzi del pick up, sulle buche del tratto tra Cotton Key e Islamorada, Adam raccontò ai suoi due passeggeri che il furgone era appartenuto a suo padre, il vecchio Tommy “spot” Print, che negli anni ’70 faceva la spola tra due siti di confine, tra Ciudad Juarez  e il Texas. Spot contrabbandava sigarette cubane e piccoli oggetti di design in una zona calda, dove la guerrilla non si fermava mai: cinquant’anni “above e below the line” come ripeteva il vecchio. Scoprì che i due tizi erano italiani, o messicani, con due strani cognomi. Uno si chiamava Art, come Garfunkel, o forse era il mestiere, va a sapere, c’era troppo rumore per capirci qualcosa. Si chiamava Art Cervellino o Vercellino, forse. L’altro si chiamava Paulie o Pablo o Paulo e aveva un cognome assurdo che ricordava un Key. 

Doveva anche essere parente alla lontana di un certo Brandon, capì Adam. Paulie fece lo spelling con l’alfabeto muto: “Chiabrando”. Che tipo, sembrava Buster Keaton in vacanza in Florida. Dopo Boca Chica i due cominciarono a rovesciare roba fuori dagli zaini e ad ammucchiarla alla rinfusa sul cassone: uno strano dolce con lo zucchero in una scatola rosa, un frullatore anni ‘50 Planning multifunzione, due lattine di Coca-Cola, una seven app, un vecchio flash html 5, il libretto di istruzioni di uno scooter Honda, un paio di occhiali Web, due casse di vodka, una guida ai nuovi social media della Florida, una bottiglia di olio d’oliva, un opuscolo in spagnolo sugli eventi di Tijuana del 1987, poi pezzi ammaccati di motori di ricerca, intere strategie digital, un mobile e un libro sul film making di Alfred Hitchcock. Adam si incuriosì.

-Ehi voi due là dietro si può sapere perché vi portate dietro tutta quella cianfrusaglia?

-Sono le nostre parole chiave!

-Eh? Parlate più forte!

-Sono le nostre parole chiave! Altrimenti su Google non ci troveranno mai.